Musica


Il suono di questa edizione del festival muove dal concetto di patrimonio concentrando la propria indagine attorno all’etimologia vera e propria del termine, ovvero “compito del padre” o ancora “cose appartenenti al padre”.
Un invito a (ri)costruire un patrimonio personale, collegando cose anche distanti tra loro ma strettamente legate all’evento e al suo dipanarsi nel tempo.
Scelta, conoscenza, raccolta, archiviazione o distacco.
Come formiamo il nostro gusto? E come ci relazioniamo con esso?
Con quello che ti danno, fin da subito, quello che erediti.
E con quello che rinneghi, ad un certo punto, quello che scegli.
Qui sta l’assetto cromosomico dell’ascolto di ciascuno, di un senso personale di ricerca o di un’accoglienza passiva del suono e delle sue forme.
Una storia sempre unica, che sedimenta il patrimonio ed abbraccia il conflitto.

Elisa Gandini, Davide Fabbri

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