Teatro


La performance in una riflessione sul patrimonio è un riferimento imprescindibile, è quanto di più ancestrale ci sia nel legare l’uomo alla sua cultura e identità. Certo lo sguardo di Ipercorpo è attento al contemporaneo, ma il dialogo tra le memorie, le storie, i vissuti è un ponte di connessione tra il passato e il presente che questa edizione gioca in direzioni differenti, con progetti di azione diretta sul territorio, spesso con il coinvolgimento vivo dei suoi abitanti – come EXATR-Lab, Family Affair e Corpo centrale – con progetti di narrazione e di rispecchiamento della memoria personale e collettiva – come Milite Ignoto e Anarchy che apre Ipercorpo all’ospitalità di artisti stranieri – per sconfinare in progetti che mettono al centro il corpo con il suo ruolo sociale – come fa R.OSA – o con il suo ruolo spiazzante di luogo di costanti transizioni – come fa Xebeche. Accanto, c’è un percorso parallelo, quello della danza in video, che si afferma con sempre più energia e tensione internazionale grazie ai lavori di Billy Cowie e Pontus Lidberg e al consolidato sguardo sul contest italiano La Danza in 1 Minuto che quest’anno ospita che la nuova realtà produttiva Campo Largo.

Claudio Angelini, Valentina Bravetti, Mara Serina

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