Ipercorpo 2017 Patrimonio


Ipercorpo 2017. Patrimonio. Perchè usare una parola così densa? Quale senso rispetto allo spettacolo dal vivo? Cosa rimane? Cosa è patrimonializzabile e perché?


Azzardare un percorso estraneo all’economia corrente dello spettacolo. Tentare di costruire una comunità piuttosto che cercare continue strategie per ingaggiarla. Chiedere a persone sconosciute di aprire la propria casa a un estraneo per pochi minuti, incontrandolo. Cercare famiglie che insieme ad artisti lavorino alla costruzione della propria storia. Percorrere un viale monumentale scoprendo che lo spazio pubblico non è più il luogo in cui le informazioni vengono distribuite. Riportare alla luce un mural dimenticato che racconta di esilio, lanciando dal passato un interrogativo che ci costringe a ripensare il futuro. Restituire alla parola “simposio” la sua dignità e dedicare intere giornate ad agirlo. Attraversare il muro del suono indistinto, vedere nell’oggi dove la nota rimbalza e confligge. Ascoltarne il canto, organizzarne il rumore. Tacere persino. E poi gridare che siamo stanchi di comunicazione, che invece ci serve la creazione, come atto concreto di resistenza al presente.


Immaginare i teatri, le sale da concerto, gli spazi per l’arte, come palestre di partecipazione alla vita democratica. Fra i pochi luoghi in cui invece di essere clienti o consumatori si rischia davvero di diventare cittadini. Scoprire che le immagini che tentiamo di costruire e restituire sono in fondo il nostro autoritratto. La nostra identità, il nostro modo di vedere il mondo, la nostra capacità o incapacità di capirlo, amarlo, affrontarlo, cambiarlo, tramandarlo. E’ ancora possibile un autoritratto collettivo e condiviso?


Città di Ebla


Osservatorio sul festival. Cura e conduzione di Silvia Mei

(dal 24 al 28 maggio, h 14-19, max 20 partecipanti fino a esaurimento posti)


L’Osservatorio è uno spazio-tempo di lettura, approfondimento e riflessione a partire dagli eventi performativi di Ipercorpo. Si tratta di un luogo separato e protetto in cui la comunità provvisoria di “osservatori” è chiamata a frequentare il festival e a condividere le proprie singolari esperienze estetiche. È aperto a giovani, studenti e a chiunque voglia avvicinarsi ai linguaggi della scena contemporanea. Gli incontri, a cadenza giornaliera, sono guidati dalla curatrice e critica teatrale Silvia Mei, che accompagnerà i partecipanti lungo piste di accostamento alla creazione artistica, per aprire nuovi varchi di ricettività e fornire stimoli ulteriori alla fruizione estetica. L’Osservatorio ospiterà due gruppi distinti: un gruppo di lavoro, preposto alla redazione di materiali intorno al festival pubblicati in fogli giornalieri; e un gruppo di “osservatori”, coordinato dal gruppo di lavoro, col quale verranno affrontati temi e letture a partire dalle proposte spettacolari in programma.


Letture consigliate: Marc Augé, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Bollati Boringhieri, Torino 2004; Georges Didi-Huberman, Ninfa moderna. Saggio sul panneggio caduto, Il Saggiatore, Milano 2004; Gilles Clément, Manifesto del Terzo paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005; Del contemporaneo. Saggi su arte e tempo, Bruno Mondadori, Milano 2007; Massimo Recalcati, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica, Bruno Mondadori, Milano 2011; Massimo Recalcati, Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna, Raffaello Cortina, Milano 2011.


Modalità di partecipazione e iscrizione: gli incontri si svolgeranno tutti i giorni (dal 24 al 28 maggio) dalle ore 14 alle 19 per il gruppo di redazione e dalle ore 17 alle 19 per il gruppo di osservatori. I partecipanti sono tenuti a frequentare con regolarità gli eventi del festival cui avranno un accesso riservato. Le iscrizioni sono a numero chiuso, per un massimo di 20 partecipanti divisi in due gruppi (redazione e osservatori), cui i candidati devono esplicitare la preferenza al momento dell’iscrizione corredando di una breve lettera di presentazione e di motivazione. Le iscrizioni, fino a esaurimento posti, sono aperte da lunedì 8 a venerdì 19 maggio, scrivendo a info@cittadiebla.com. Per informazioni, rivolgersi a Elisa Nicosanti (338.7561112) | info@cittadiebla.com


Silvia Mei è ricercatrice in performing arts, critica e curatrice teatrale. Docente a contratto per l’insegnamento di Storia della regia presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e di Storia del teatro presso la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. Critica e affiancatrice della nuova scena, scrive per l’online della rivista  «Culture Teatrali», di cui è responsabile editoriale, e dal 2006 svolge formazione del pubblico. Autrice di diversi saggi e articoli in rivista, in italiano, francese e inglese, frequenta dal 2008 il teatro argentino e ne cura la trasmissione italiana (Claudio Tolcachir/Timbre4. Una trilogia del living, 2012; R. Spregelburd, Lucido (con tre scritti), 2014). Ha curato, con Fabio Acca, Il teatro e il suo dopo, volume in omaggio a Marco De Marinis (2014) e il monografico La terza avanguardia. Ortografie dell’ultima scena italiana, «Culture Teatrali», n. 24 – 2015.


Monumento ai caduti – Forlì, rilievi scultorei di Bernardino Boifava, ph di Gianluca “Naphtalina” Camporesi