Nelle opere di Giovanni Termini, materiali ordinari — legno, ferro, cemento — vengono sottratti alla loro funzione per rivelare una dimensione altra: instabile, sospesa. Le sue opere si configurano come strutture in bilico, attraversate da una tensione costante tra equilibrio e rischio.
L’architettura e lo spazio urbano diventano così luoghi di possibilità e di crisi, in cui il corpo si muove senza mai trovare un appoggio definitivo.
Giovanni Termini (Assoro, 1972) vive e lavora a Pesaro. Utilizza scultura e installazione per costruire dispositivi che riflettono sulla precarietà dell’esistenza contemporanea.