IPERCORPO 2026 :: PRESENTE PARALLELO


XXII FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE ARTI DAL VIVO


Forlì, 23 / 24 / 25 / 26/ 27 Settembre – EXATR, Arena Forlivese


Adriano Bolognino | Claudio Angelini | Francesco Carone | COORPI | Michele Cotelli | Elena Dolcini | Duo Padella | Fabbri/Gandini | gruppo nanou | Paolo Icaro | Invasioni Creative | Algis Krisciunas | Giacomo Mallardo | Teatro Metastasio di Prato/Compagnia Fieno Di Chio | Monad | Max Penombra/Johnny Faina | Giulia Poppi | Giovanni Termini | Spazi Indecisi | Pieralberto Valli


Volete un Ipercorpo? Spuntando repentinamente da sotto il tavolo con il calendario in mano, un bimbo ora maggiorenne ci aiutava  a preparare i programmi del festival, dieci anni fa. Il quesito sembra profetico e chiede una risposta.


Con la radicale trasformazione della nostra modalità di  fruizione – frammentata, parcellizzata, piegata a evidenti o sottese logiche di mercato – è sempre più importante capire cosa chiediamo a coloro che decideranno di venire al festival. Abbiamo sempre lavorato con gli artisti per creare uno spazio e un tempo di cui aver cura, un “qui ed ora” diverso da quello del vivere quotidiano, spesso  continuamente moltiplicato e dominato dalla disattenzione.  


Vogliamo certamente Ipercorpo, proprio alla luce del nostro modo di vivere attuale.  Occorre metterlo in azione lavorando su molteplici piste, una sorta di tempo “presente/parallelo”  per permettere a ciascuno di costruire in autonomia un  percorso fra danza, musica e arte. Usare la simultaneità di alcuni eventi per operare delle scelte. Creare un proprio itinerario dentro il festival consapevoli che la qualità della presenza è determinata anche da ciò che si lascia. Stare in uno spazio e in un tempo dove chi partecipa (lo spettatore)  cerca un dialogo profondo con chi agisce (l’artista), ed è qui che l’opera si da. Senza questo scambio segreto e silenzioso semplicemente non accade nulla.


Per questo motivo Ipercorpo è sempre ideato per una comunità istantanea che  reinventa ogni volta   la condizione dello stare. Si  opera insieme – organizzatori e pubblico – una ricerca  che non vuole aderire all’ attualità, che agisce in una sfasatura. Questo sia rispetto a “cosa” si guarda che a “come” lo si guarda (o lo si ascolta).  


Sono passati vent’anni dalla prima edizione e sempre di più all’arte si chiede di avere un impatto sociale, di non disturbare, di essere immediatamente comunicativa aderendo a logiche di consumo.  Insomma di essere.. commensurabile. Queste logiche non hanno mai mosso il nostro lavoro e ora più che mai è necessario uno scarto.


Allora cosa troveremo a Ipercorpo 2026:: Presente Parallelo?


Mi viene in aiuto un bellissimo intervento di Chiara Camoni, all’inaugurazione della sua personale esposizione al padiglione Italia della Biennale di Venezia, curata da Cecilia Canziani e intitolata “Con te, con tutto”.


Chiara racconta di una serata fra amici in cui chiede di rispondere alla domanda: che cosa è arte?


Riporto qui alcune risposte che mi hanno colpito:


– qualcosa che non è possibile rintracciare altrove

– qualcosa che non si esaurisce a parole

– qualcosa in cui forma e contenuto sono inestricabili

– qualcosa che arriva da lontano e si aggancia al presente

– un percorso, un processo

– è trovarsi dove non avevamo immaginato di poter andare

– non c’è una ricetta per fare arte

– qualcosa da poter trasformare

– è un dialogo continuo fra le varie forme d’arte

– è l’espansione del mondo


Trovo, in queste assunzioni, una sorta di guida e credo che Ipercorpo 2026::Presente Parallelo aderisca certamente ad alcune e magari ne rilanci  altre.


La partita è sempre in mano  a coloro che lo frequenteranno, potremmo parlare di spettatori emancipati che si muovono negli iperspazi dentro e fuori da EXATR.


E dunque si può  fare qualcosa?  In questi tempi divorati  e atomizzati da meccanismi che devono garantire consenso e  mero sviluppo del  mercato?


Sì, si può fare qualcosa.


Nel nostro caso, quel qualcosa, è apparecchiare con cura il tavolo di Ipercorpo 2026::presente parallelo e invitare coloro che a questo tavolo vogliono sedersi con noi, consapevoli che la preparazione del cibo va fatta insieme.


 Claudio Angelini