SEZIONE MUSICA


IPERCORPO DEL SUONO

La nostra storia musicale ed il nostro gusto, in particolare, si sono formati negli anni 90. Il 2020 è lontano dal 1990 quanto il 1990 lo era dal 1960: come approcciare dunque, qui ed ora, un racconto musicale efficace e convincente al tempo stesso? Possibile che la nostra esperienza stratificata, aggiornata e difesa contro i venti rapidi del 2000 si ancora portatrice di senso?
A ben guardare, c’è sempre qualcosa di patetico nell’affannarsi ad essere al passo con i tempi, nel cercare di porsi come portatore sano ed aperto di un’esperienza, quando, quella stessa esperienza – oggi – è evidentemente fuori mercato. Fuori produzione. Pare davvero che ogni tempo noto, differente dall’adesso, sia storia e che quella storia – oggi – sia una sorta di garage dove sostano, malamente accumulati uno sull’altro, oggetti inutili ed ingombranti in attesa d’essere smaltiti.
La sfida è più concreta che mai, puntuale chiede d’essere (r)accolta e rilanciata: in un luogo fatto di stanze apparentemente vuote, di echi e storie invisibili dall’esterno, dove ritrovarsi per incontrare il tempo reale, che sfugge a se stesso, impegnato nel non lasciare neppure un’ombra che possa – domani – trasformarlo ipso facto in archeologia immediata.

Davide Fabbri, Elisa Gandini

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