SEZIONE MUSICA


A cura di Davide Fabbri ed Elisa Gandini

La sezione musica della XXII edizione di Ipercorpo si configura come un territorio di ricerca in cui il suono non accompagna, ma genera esperienza. Un campo attraversato da pratiche che interrogano le forme dell’ascolto e le possibilità della relazione, mettendo in relazione attiva corpo, spazio e percezione.

In un presente che tende alla frammentazione e alla sovrapposizione continua di stimoli,  i progetti invitati o creati ad hoc costruiscono condizioni diverse di attenzione. L’ascolto diventa uno strumento per abitare il tempo, una soglia attraverso cui osservare ciò che accade tra l’individuo e la collettività, tra l’interno e l’esterno, tra ciò che è condiviso e ciò che rimane profondamente personale.

Le proposte di questa edizione si muovono lungo traiettorie differenti ma complementari. In Back2Back2Back, un’auto si trasforma in una piccola architettura mobile del suono e del suo compiersi: quattro persone attraversano la città costruendo insieme una colonna sonora temporanea, fatta di scelte e derive inaspettate. Lo spazio privato dell’abitacolo si apre al paesaggio urbano e diventa luogo di incontro, un vero e proprio dispositivo in cui la musica genera comunità provvisorie e nuove forme di prossimità.

Se Back2Back2Back lavora sulla dimensione collettiva dell’esperienza sonora, Carill-ON ne esplora il versante opposto. Un ambiente immersivo pensato per una fruizione individuale, in cui il suono si riflette, ritorna e si stratifica. Un luogo di ascolto concentrato, quasi meditativo, che invita a sostare nella profondità percettiva piuttosto che nel movimento, nell’attenzione. Suono da abitare.

Accanto a queste esperienze, due live attraversano il presente da prospettive differenti.

Con Max Penombra, in collaborazione con Johnny Faina il linguaggio del rap incontra la ricerca performativa. La parola si fa ritmo, racconto e presa di posizione, generando una relazione diretta con il pubblico e portando dentro il festival una voce capace di intercettare immaginari e sensibilità contemporanee. Il concerto si costruisce nel dialogo con lo spazio, in continuità con la tensione relazionale che attraversa l’intero programma.

Il progetto di PAV  muove dalla poesia di Federico García Lorca per trasformarla in una materia sonora viva, attraversata da strumenti acustici ed elettronici. La voce non restituisce un testo, lo riattiva. La tradizione non viene conservata, ma rimessa in circolo. Ne emerge un paesaggio sonoro che è al tempo stesso immaginazione, presenza e visione.

Tra dispositivi immersivi, attraversamenti urbani e performance dal vivo, la sezione musica di Ipercorpo 2026 costruisce così una costellazione di esperienze che interrogano il nostro modo di stare nel mondo attraverso il suono. Un invito a praticare l’ascolto non come consumo o sottofondo, ma come forma di attenzione al presente e ai suoi molteplici, paralleli, livelli di realtà.

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