SEZIONE MUSICA


Forse fare musica è l’unica soluzione
Forse non c’è buca che racchiuda il tuo dolore
Forse non c’è fuga che conduca all’evasione
Forse stavo bene tra i perdenti e gli idealisti
Forse la salute mentale è roba da ricchi
Forse per andare avanti non devi ascoltarti
Come fanno gli altri? Li vedo così convinti (cit.)

Quattro concerti in blocchi da due, ci sono palchi e platee che tornano a confrontarsi di nuovo, per riscoprirsi inediti eppur familiari, pronti ai suoni che vengono e memori delle frequenze che sono state.Concerti in grado di cogliere la sfida dell’essere parte attiva nella rinascita del live, e nella rieducazione dell’esperienza condivisa e performata delle note o dei rumori. Perché la Musica accade, nel qui ed ora, nel trovarsi accanto, in un ascolto amplificato non solo dalla tecnica, ma da una precisa condizione dello stare insieme che ha, di fatto, connessioni magiche con un orizzonte globale.
Un suono che in origine non era previsto (Stefano Pilia e Paolo Spaccamonti che sonorizzano un film muto); un suono che mescola field recondings raccolti in giro per il mondo con tendenze trip-hop, mixato in quattro metri quadri in pieno lock-down (Cemento Atlantico); un suono vorace di influenze visive ugly internet e prodigo di multimedialità in zona Jon Rafman amplificato (Mondoriviera); un suono che parte da uno dei momenti più bui dell’Italia del ‘900 – il caso Aldo Moro – per diventare altro da sé e perdere la connessione con l’evento ispiratore (Blak Saagan).

Allora eccolo qui, il veicolo aria che conduce suono, lo spinge, lo trasforma, lo avvicina, lo distanzia. Ci gioca, di nuovo, in un’esplosione di vita rinnovata. Il live torna, in progetti scelti con estrema cura, con la voglia di raccontare ed essere i primi ascoltatori di questa narrazione per note ed idee.

Fare tesoro di questi eventi che hanno travolto la collettività negli ultimi anni, ora conta questo. L’aria, invisibile medium e nutrimento che – con preghiera – torna ad essere non distanza richiesta, ma spazio da svuotare di vuoto e riempire di suono.

 Davide Fabbri, Elisa Gandini

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