SEZIONE MUSICA


La forma è quella della spirale, un cerchio mai chiuso che torna sul punto dal quale è partito. Un sorvolare in cui tutto è noto e tutto è nuovo al tempo stesso.

Il secondo tempo – REALE – di una partita surreale. Once more, with feeling: questa condizione produce un suono, e richiede un ascolto rinnovato.

La dimensione LIVE di questa edizione di IPERCORPO pone la questione ritmica al centro del palco, dove la variabile “TEMPO” viene trasformata da due soli di batteria. Marco Frattini, a presentare in esclusiva il suo primo “solo set”, commissionato in occasione di “Ultimo Concerto”, il primo e più potente flash mob del periodo pandemico, che l’industria musicale (e nello specifico il settore dei live club)  ha portato all’attenzione nazionale. Un turnista eccezionale, che accoglie la sfida di mettersi in gioco – anteprima nazionale – al servizio solo di se stesso e della propria caleidoscopica curiosità ritmica e cromatica. Imperdibile.

Segue Drovag, aka Alessandro Vagnoni (Ronin, Bologna Violenta…), che regala al solo una dimensione gentilmente ipertrofica. Lascia a bocca aperta la sua capacità di gestire una tale ricchezza di sequenze, samples ed accordi. Non capita spesso di vedere una band di quattro/cinque elementi condensata nello spazio di una batteria così performante.

La dimensione dell’ASCOLTO in purezza mantiene metodo e curiosità, allontandosi dal site-specific per incontrare un nuovo luogo: l’Arena Forlvese. Adiacente all’Ex-Atr, già dall’anno scorso ospita la sezione Arte di Ipercorpo. Accogliendo l’incontro tra le due discipline diviene un auditorium condiviso e contaminato. Nessuna didascalia, nessuna multimedialità:  solo la voglia di vedere cosa accade quando il suono in quanto tale trova ospitalità in casa d’altri e d’altro.

La forma è quella della spirale.

 Davide Fabbri, Elisa Gandini

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